Madame Bovary e la fuga dalla realtà

Madame Bovary e la fuga dalla realtà

Madame Bovary è il grande romanzo di Gustave Flaubert, pubblicato a puntate per la prima volta sul giornale La Revue de Paris nel 1856. La storia ruota attorno alla figura di Emma, una ragazza di campagna, che sposa l’ufficiale Charles Bovary, ma ben presto il matrimonio delude le aspettative della giovane inducendola verso una spirale autodistruttiva: prima l’adulterio, poi lo sperpero dei propri beni e infine il suicidio.

L'idealizzazione ha da sempre condotto le persone ad una frustrazione continua: una visione idealizzata finisce sempre per scontrarsi con la dura realtà. La vita è complessa e spesso dista molto da ciò che vogliamo, non corrispondendo alle nostre aspettative. Madame Bovary è un chiaro esempio di negazione della realtà: è un personaggio con delle idee preconcette sul matrimonio e sulla vita sociale, considera la sua vita reale ordinaria, monotona e noiosa. Preferisce quindi fantasticare su una vita idilliaca e finisce per accumulare sempre più insoddisfazione.

Il filosofo francese Jules de Gaultier coniò il termine bovarismo per riferirsi alle persone che negano la realtà e che vivono in uno stato di insoddisfazione emotiva cronica (Gonzi, 2008). In particolar modo queste persone, al pari della protagonista, vivono con aspettative irreali e si pongono obiettivi impossibili da soddisfare: Madame Bovary tendeva ad essere vittima di quello che in psicologia è noto come pregiudizio di conferma, conosciuto anche come bias di conferma (Occhionero, 2018). Questo fenomeno indica la tendenza di alcune persone a scegliere solo ciò che si adatta perfettamente alla loro aspettativa e alla loro visione. È un atteggiamento tipico della natura umana, che spinge a cercare maggiormente prove a favore piuttosto che a ricercare evidenze contrarie. La negazione viene poi utilizzata come strategia di gestione delle avversità: chiudere gli occhi per non vedere la realtà, incolpare gli altri e negare la propria responsabilità sono azioni tipiche della negazione (Occhionero, 2018).

Chiunque può essere vittima del bovarismo. Se si sta attraversando un brutto periodo e ci si sente sopraffatti da ciò che ci circonda, fuggire dalla realtà, incolpare gli altri e sognare ad occhi aperti, sarà una reazione normale. Fondamentale però è realizzare che la vita è difficile, ma anche bella e soddisfacente. Accettare ciò che accade non significa rassegnarsi passivamente, bensì essere consapevoli che per cambiare ciò che viviamo bisogna prima accettarlo; porsi obiettivi realistici consente di crescere e migliorare gradualmente.

 


Bibliografia

Flaubert, G. (2014). Madame Bovary. Milano, IT: Feltrinelli.

Gonzi, A. (2008) Jules de Gaultier: la filosofia del bovarismo. Firenze, IT: Le Càriti Editore.

Occhionero, M. (2018) Introduzione alla psicologia generale. Roma, IT: Carocci Editore.

Chiara Rotunno Chiara Rotunno

Psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania. Ama cogliere la complessità dell'essere umano e confrontarsi con realtà diverse. Le sue grandi passioni sono: i libri, la fotografia, il cinema, l'arte e la musica.

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Angela Gubitosa Angela Gubitosa

Insegnante di Arte e Immagine. Ha studiato graphic design presso l'Accademia di Belle Arti di Catania. Amante della musica e del canto, vanta il ruolo di front woman in una band.

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