I nostri animali hanno la capacità di abituarsi ai luoghi in cui vivono, alla nostra presenza, al modo in cui comunichiamo con loro e di percepire l’assenza di tali situazioni. Tutto questo incide sul loro benessere e sul loro stato emotivo.
Noi esseri umani siamo in grado di percepire la presenza e l’assenza di un determinato oggetto grazie alle nostre capacità cognitive (processi con i quali l’individuo capisce, elabora, esprime informazioni). Ma i nostri animali hanno la stessa capacità? Si tratta di una domanda a cui Szabó e collaboratori (2021) hanno cercato di dare una risposta.
Poiché però gli animali non sono in grado di comunicarcelo direttamente attraverso la parola, gli autori hanno messo a punto uno speciale paradigma. Per studiare i comportamenti dei pulcini, nati da appena 8 giorni, che mettono in atto comportamenti di ricerca verso fonti di cibo, essi hanno, infatti, deciso di osservare i movimenti dei loro occhi, cercando di capire quale dei due utilizzassero per “scoprire” l’oggetto nuovo (cibo o altro) che gli veniva posto di fronte. I pulcini appena nati sono stati fatti alloggiare in gabbie domestiche, con un buco per poter osservare l’ambiente esterno e al centro di ogni gabbia è stato inserito un oggetto di colore rosso. Dopo alcuni giorni, sono stati spostati in un’altra stanza e in una gabbia differente. Davanti alla gabbia veniva posto uno schermo di colore blu, dove lo sperimentatore inseriva o rimuoveva l’oggetto rosso (precedentemente posizionato nella gabbia domestica dei pulcini).
Quali sono stati i risultati? I pulcini tendevano a osservare gli oggetti nuovi e le situazioni impreviste con l’occhio sinistro; ma tale situazione si verificava solo nei pulcini di sesso femminile e non in quelli di sesso maschile. Perché questa differenza? In natura, solitamente, i galli mostrano un comportamento dominante, pattugliando e osservando il territorio in cui vivono un certo numero di galline. Lo studio conferma quanto aveva concluso Vallortigara (1992), cioè che le galline, abituate a questo tipo di situazioni familiari (vivere in gruppi), quando si presenta uno stimolo del tutto nuovo tendono a utilizzare un solo occhio, quello sinistro, per dargli un’identificazione. I galli, invece, sono più interessati a situazioni nuove ma non ritengono necessario intercettare l’oggetto o la situazione sconosciuta, pertanto non utilizzano l’occhio sinistro per questi scopi.
Probabilmente i nostri animali sono in grado di percepire la presenza o l’assenza di oggetti, di abituarsi a determinate situazioni e di capire quando quella situazione viene a mancare. Il nostro compito, per poter garantire il loro benessere, è quello di salvaguardare tali abitudini e di mantenerle nel tempo.
Bibliografia
Szabo, E., Chiandetti, C., Teglas, E., Versace, E., Csibra, G., Kovács, Á. M., & Vallortigara, G. (2021). Young domestic chicks spontaneously represent the absence of objects. bioRxiv.
Vallortigara, G. (1992). Affiliation and aggression as related to gender in domestic chicks (Gallus gallus). Journal of Comparative Psychology, 106(1), 53.