Quanti di voi hanno già sentito pronunciare la frase “mens sana in corpore sano” (Giovenale, 2013)? Anche se il significato originario che il poeta latino voleva dare a questa locuzione – ossia bisogna chiedere agli dei che la mente sia sana nel corpo sano – era diverso da "mantenere il corpo in forma aiuta anche la salute del cervello", è questa l'interpretazione che, ad oggi, grazie all’incremento del sapere delle scienze mediche, viene attribuita a questo motto.
In una metanalisi (Oliveri, 2016), ovvero una sintesi dei risultati ottenuti in ricerche precedenti, l’autore sottolinea quanto sia importante, soprattutto durante l’infanzia, dare un ruolo di maggiore rilevanza all’attività fisica/ricreativa e, pertanto, all’educazione fisica a livello scolastico. Quest’ultima, infatti, non solo ha come benefici la possibilità di liberarci dallo stress accumulato durante la giornata e di conoscere meglio il nostro corpo anche dal punto di vista anatomico, ma permetterebbe anche al cervello di essere più predisposto ad apprendere.
Questa necessità di restare concentrati per acquisire nuove informazioni, specialmente in ambito scolastico, è resa evidente da un dato per cui, dopo appena 15 minuti seduti, il nostro cervello inizia ad avere una carenza di glucosio e, quindi, dell’energia necessaria per non distrarsi; infatti, questo “carburante” va direttamente a concentrarsi nelle gambe. Attraverso il movimento, invece, e il gioco attivo – inteso come attività all’aperto che include socialità – sarebbe possibile non solo sviluppare abilità motorie, ma anche di problem solving e attenzione.
I vantaggi dell’attività fisica, però, non si fermano solo a questi aspetti macroscopici: a livello biologico, infatti, è possibile notare cambiamenti significativi legati all’attività fisica, tra cui una maggiore produzione dei fattori neurotrofici. Con tali fattori si fa riferimento alle proteine che regolano lo sviluppo del sistema nervoso e che contribuiscono alla neurogenesi (Razavi et al., 2015), un fenomeno per cui vengono generati nuovi neuroni da cellule immature. In particolare, questa produzione di nuovi neuroni è principalmente evidente nell’ippocampo, area del cervello coinvolta nei processi di memoria e apprendimento (Dhikav & Anand, 2012).
Sapendo che il movimento non determina solo un miglioramento della salute fisica, ma comporta anche un perfezionamento delle capacità di memorizzazione e concentrazione, sarebbe ideale dedicare meno ore davanti allo schermo di un computer e più tempo all’aperto, anche solo per una semplice camminata. So, let’s keep moving.
Bibliografia
Dhikav, V., & Anand, K. (2012). Hippocampus in health and disease: An overview. Annals of Indian Academy of Neurology, 15(4), 239.
Giovenale, D. G. (2013). Satire. Milano, IT: Feltrinelli Editore.
Olivieri, D. (2016). Mente-corpo, cervello, educazione: L’educazione fisica nell’ottica delle neuroscienze. Rivista internazionale di Scienze dell'educazione e della formazione, 14(1), 89-106.
Razavi, S., Nazem, G., Mardani, M., Esfandiari, E., Esfahani, S., & Salehi, H. (2015). Neurotrophic factors and their effects in the treatment of multiple sclerosis. Advanced Biomedical Research, 4(1), 53.