M’ama o non m’ama: le relazioni romantiche nel Disturbo Borderline di Personalità

M’ama o non m’ama: le relazioni romantiche nel Disturbo Borderline di Personalità

Il disturbo borderline di personalità (BPD) è un disturbo mentale i cui sintomi caratterizzanti vengono solitamente suddivisi in quattro macrocategorie: 1) alterazione dell’identità, caratterizzata soprattutto da un immagine di sé instabile; 2) disregolazione emotiva – da molti considerata la caratteristica distintiva del disturbo – cioè la difficoltà a identificare, tollerare e modulare i propri stati interni in maniera adeguata; 3) grave impulsività e disinibizione comportamentale; 4) compromissione del funzionamento interpersonale (Gunderson at al., 2011; Sanislow et al., 2002).

Rispetto a persone con altri disturbi psichiatrici (inclusi anche altri disturbi di personalità), le persone con BPD mostrano una difficoltà maggiore nel mantenere relazioni sociali positive e stabili nel tempo (Skodol et al., 2002) e una minor durata delle relazioni romantiche (Navarro-Gómez, Frías, & Palma, 2017). La prevalenza di rotture emotive in persone con BPD è del 40-60% più elevata rispetto a quella di persone senza il disturbo e sembra essere fortemente associata alla presenza di disregolazione emotiva e impulsività. Questi stessi sintomi, insieme ad altre manifestazioni tipiche del disturbo, come depressione o sfiducia interpersonale, sono in grado di prevedere il calo della soddisfazione emotiva nelle relazioni di pazienti con BPD (Miano, Grosselli, Roepke, & Dziobek, 2017). Altri autori suggeriscono che la minor soddisfazione emotiva sia, a sua volta, predittrice della presenza di comportamenti disfunzionali (ad esempio: continue richieste di affetto verso il partner e comunicazione passivo-aggressiva) e più in generale di un attaccamento di tipo ambivalente: un pattern relazionale in cui la persona si sente dipendente dal partner e allo stesso tempo non riesce a manifestare i propri bisogni, nella costante paura di essere rifiutata o non amata (Bouchard, Sabourin, Lussier, & Villeneuve, 2009). 

In realtà, nonostante la crescente letteratura sulle relazioni romantiche in persone con BPD, ci sono aspetti rilevanti ben lontani dall’essere chiariti. A lungo ci si è concentrati sulla valutazione di variabili cliniche riguardanti le relazioni romantiche in generale, come la soddisfazione emotiva e la qualità delle relazioni. Poco spazio, invece, è stato dato sia al funzionamento delle relazioni romantiche in persone con BPD, sia a come la sintomatologia tipica del disturbo e gli episodi traumatici nell’infanzia influenzino il contesto delle relazioni romantiche stesse.

A partire da questi presupposti, Navarro-Gómez, Frías e Palma (2020) hanno indagato le differenze cliniche tra le persone con diagnosi di BPD con e senza una relazione romantica (RR). Dalla loro ricerca è emerso che il gruppo di pazienti con una RR presentava un livello maggiore di aggressività emessa, una maggior incidenza di episodi traumatici infantili, una peggior salute fisica, livelli più elevati di salute psicologica e bassa autostima. Inoltre, in modo quasi contro intuitivo, tale ricerca ha dimostrato che le persone con BPD che avevano e mantenevano una relazione romantica presentavano un attaccamento evitante più frequentemente rispetto alle persone con BPD ma senza RR: mantenevano la relazione distanziata e sfuggente, faticando a farsi coinvolgere emotivamente dal partner. Questo stile di attaccamento risultava a sua volta correlato ad una maggior presenza di episodi traumatici avvenuti nell’infanzia. Un’ipotesi avanzata per spiegare questo dato prevede che le persone con BPD che hanno avuto traumi infantili ricerchino maggiormente relazioni stabili poiché l’apparente stabilità del rapporto genera in loro dei pattern di dipendenza emotiva dal proprio partner, fonte di sicurezza sostitutiva. Un altro risultato interessante è quello che vede le persone con BPD e RR avere deficit di autostima maggiori rispetto ai pazienti con BPD e senza una RR, ma – al contempo – un benessere psicologico più elevato. Questa apparente contraddizione suggerisce che i pazienti con BPD e RR utilizzino l’attaccamento sentimentale come meccanismo compensatorio di una scarsa autostima, ricercando nella relazione romantica una fonte di validazione di sé.

Questi studi evidenziano che la presenza o mancanza di una relazione romantica in pazienti con BPD rappresenta una variabile complessa che non può essere interpretata in modo superficiale o considerata indice di gravità del disturbo. Tuttavia, inserita all’interno del lavoro terapeutico e del quadro di storia personale del paziente, può fornire al clinico – ma anche al paziente stesso – preziose informazioni riguardanti il suo modo di essere e di stare con sé stesso e con gli altri.

 


Bibliografia

Bouchard, S., Sabourin, S., Lussier, Y., & Villeneuve, E. (2009). Relationship quality and stability in couples when one partner suffers from borderline personality disorder. Journal of marital and family therapy, 35(4), 446–455.

Gunderson, J. G., Stout, R. L., McGlashan, T. H., Shea, M. T., Morey, L. C., Grilo, C. M., Zanarini, M. C., Yen, S., Markowitz, J. C., Sanislow, C., Ansell, E., Pinto, A., & Skodol, A. E. (2011). Ten-year course of borderline personality disorder: psychopathology and function from the Collaborative Longitudinal Personality Disorders study. Archives of General Psychiatry, 68(8), 827–837.

Miano, A., Grosselli, L., Roepke, S., & Dziobek, I. (2017). Emotional dysregulation in borderline personality disorder and its influence on communication behavior and feelings in romantic relationships. Behaviour research and therapy, 95, 148–157.

Navarro-Gómez, S., Frías, Á., & Palma, C. (2017). Romantic Relationships of People with Borderline Personality: A Narrative Review. Psychopathology, 50(3), 175–187.

Navarro-Gómez, S., Frías, Á., & Palma, C. (2020). Clinical differences between people with borderline personality disorder with and without romantic relationships: a case-control study. Journal of Psychopathology, 26, 225-33.

Sanislow, C. A., Grilo, C. M., Morey, L. C., Bender, D. S., Skodol, A. E., Gunderson, J. G., Shea, M. T., Stout, R. L., Zanarini, M. C., & McGlashan, T. H. (2002). Confirmatory factor analysis of DSM-IV criteria for borderline personality disorder: findings from the collaborative longitudinal personality disorders study. The American journal of psychiatry, 159(2), 284–290.

Skodol, A. E., Gunderson, J. G., Pfohl, B., Widiger, T. A., Livesley, W. J., & Siever, L. J. (2002). The borderline diagnosis I: psychopathology, comorbidity, and personality structure. Biological psychiatry, 51(12), 936–950.

Sara Santuari Sara Santuari

Psicologa e psicoterapeuta in formazione. Attraverso il suo lavoro di divulgazione vorrebbe aumentare la consapevolezza sui temi della salute mentale e contrastare lo stigma che li riguarda, una parola alla volta.

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Anastasia Montesano Anastasia Montesano

Ha 22 anni e viene da un piccolo paese della Basilicata. Tra i suoi interessi, come la musica e la fotografia, la sua dedizione più grande è il disegno. Dall'impegno che investe può trarne molta soddisfazione, ma più di tutto costituisce un piacere riuscire a mettere su carta una parte di lei.

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